Si sta come d'autunno

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una creazione di Faber Teater

con
Lodovico Bordignon
Sebastiano Amadio

regia
Aldo Pasquero
Giuseppe Morrone

consulenza storica
Elo Seminara
Fabio Fiore

 

video breve di Diego Diaz, durata 1' 32''

 

Scarica la scheda dello spettacolo

Cento anni fa la prima guerra mondiale sanciva la fine di un mondo e dava inizio a quello
in cui ora viviamo; è un “imbuto storico”, è come il collo di una clessidra e la storia ha
obbligato gli uomini a passarci attraverso, “granello dopo granello”.

Come parlare di quegli avvenimenti alle generazioni di oggi?
Come e cosa ricordare?
Come parlare di quei ragazzi di 100 anni fa, dei loro sogni stroncati da una guerra che oggi ci appare lontana, tecnologicamente superata ma senza l’esotismo delle epoche antiche?
Come restituire la forza di un evento dall’impatto sconvolgente sulla vita di un’intera
generazione di uomini e donne tra i 15 e i 30 anni in Italia e nell’Europa di inizio ‘900?
Come suscitare attenzione nonostante tutti i documentari, filmati, fotografie, libri che
popolano la storiografia contemporanea?
Come parlarne?

Ci proviamo con l’immediatezza e la presenza viva che il teatro può restituire.
Con la “fisicità”, la “verità della finzione teatrale” e un sapiente montaggio dei vari punti
di vista, creiamo l’occasione per prendere contatto con quell’evento che cambiò il mondo.

In scena due attori, due leggii, due libri, fogli stampati.


Di tutti i momenti della guerra, quello precedente l’assalto era il più terribile. “Pronti
per l’assalto!” ripeté ancora il capitano. L’assalto! Dove si andava? Si abbandonavano i
ripari e si usciva. Dove? Le mitragliatrici, tutte, sdraiate sul ventre imbottito di cartucce
ci aspettavano. Chi non ha conosciuto quegli istanti, non ha conosciuto la guerra.

(Emilio Lussu, Asiago, luglio 1916)

Società cooperativa Faber Teater
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