Stabat Mater

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con
Francesco Micca
Lodovico Bordignon
Lucia Giordano
Marco Andorno
Paola Bordignon
Sebastiano Amadio

musiche originali e drammaturgia musicale

Antonella Talamonti

creazione per sei voci e un Duomo di Antonella Talamonti e Faber Teater

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Video brevissimo di Diego Diaz, durata 28''

 

Sedetevi.
Sedetevi ed ascoltate.
Ascoltate le voci del lutto e del dolore, le voci dello scandalo della morte, le voci dell’ingiustizia contro l’innocente, le voci della perdita incolmabile, le voci della ricerca di consolazione.

Ascoltate i suoni portati da lingue e da mondi diversi: il latino del “Miserere” e dello “Stabat Mater”; il nuorese di “Sette ispadas de dolores”; l’arberesh degli albanesi trapiantati in Italia nel ‘400, che cantano i lamenti della Madonna; il volgare e l’italiano di oggi di “Donna del Paradiso-Crucifige”.

Ascoltate le voci cantate dal Duomo, che rimbalzano contro le volte e le colonne e ridisegnano lo spazio: dall’abside; dal centro del transetto, davanti all’altare; dalla balconata dell’organo, in alto; dalla navata centrale; dalle cappelle laterali; dall’ingresso.

Ascoltate i suoni che alterano il tempo, le voci che riportano nel presente, accanto al dolore di oggi, il dolore di tutti quelli che ci hanno preceduto. Per trasformarlo, superarlo e riprendere il cammino.

 

Video breve di Diego Diaz, durata 4' 47''

 

Stabat Mater è un’esperienza acustica concepita in relazione ad uno spazio architettonico, il Duomo.
E’ il canto che parla del dolore. Dell’esperienza del dolore, della sofferenza di una madre che perde il figlio.
E’ la denuncia dell’ingiustizia, dello scandalo della morte, è la necessità di convivere con la tragedia, di sopportarla insieme, di condividerla per superarla.
Antonella Talamonti ha scelto testi liturgici e tradizionali in latino, volgare, italiano, sardo ed arberesh su cui ha scritto musiche originali. E’ una scrittura musicale da una parte ispirata dall’esperienza di anni di ricerche, viaggi e registrazioni dei Canti della Settimana Santa in Italia, a fianco di Giovanna Marini, e dall’altra costruita sulle diverse risonanze del Duomo e sulle caratteristiche vocali del Faber. I cantattori dai diversi spazi (il coro, l’abside, il pulpito, le navate, l’altare...) mettono in risonanza in modi diversi il Duomo, e immergono gli ascoltatori nel suono di uno spazio sacro che è un gigantesco strumento musicale.
Una visita guidata dall’udito, che permette in un luogo importante, familiare e noto per la collettività, un incontro fuori dall’ordinario con “la pietra che canta”.

 

Stabat Mater – un'esperienza di suono e di pietra

Nel 2007, su invito di Aldo Pasquero, ho concepito la musica e la mise en espace dello Stabat Mater per i sei attori cantanti del Faber Teater e per il Duomo di Chivasso. Questa creazione costituiva l'evento conclusivo de “Le diciotto ore della Passione”, progetto di Luciano Nattino, Aldo Pasquero e Giuseppe Morrone.
Lo Stabat aveva per me l'obiettivo di mettere il pubblico che affluiva nel Duomo in condizione di fare un'esperienza emozionale dell'acustica di un luogo sacro, un'esperienza generata dal comportamento e dal movimento del suono in relazione allo spazio.
Ho scritto la musica a partire dai tempi e dalle qualità di risonanza dei vari ambienti (coro, abside, pulpito, navate, cappelle laterali), mettendoli in relazione alle caratteristiche e alle competenze vocali del gruppo. Nello Stabat I cantanti attori mettono in risonanza il Duomo dai diversi spazi con vocalità diverse , in lingue dai suoni molto diversi (latino, volgare, sardo ed arberesh), e immergono gli ascoltatori nel suono di uno edificio sacro che diventa un immenso strumento musicale. La mia è una scrittura contemporanea che affonda le radici nel repertorio di tradizione orale, ed è nutrita dall'esperienza di anni di ricerche, viaggi e registrazioni dei Canti della Settimana Santa fatti in Italia, a fianco di Giovanna Marini.
Dopo il Duomo di Chivasso, lo Stabat ha messo in risonanza altri luoghi sacri, chiese, grotte. Ogni volta la composizione si rinnova attraverso una mise en espace che riorganizza i tempi e le modalità del canto in funzione della storia, della forma, della materia e della risposta acustica di ogni spazio. Ogni volta è una nuova visita guidata dall'udito, che permette in un luogo importante, familiare e noto per la collettività, un incontro fuori dall'ordinario con “la pietra che canta”.

Antonella Talamonti

Società cooperativa Faber Teater
località Baraggino, Campus delle Associazioni, casetta 7, Chivasso (To), Italia
www.faberteater.com - mail: info@faberteater.com